Romanzo
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Sei ricordo fugace, scaturisci.
[frammenti di Sara©]
Effimera
come solo tu che sei il ricordo di un riso bello, ballet di stelle. Che
sei precipizio ove vidi un cuore d’oro, dove mi getto e ardito senza
importarmi dolore e pericolo. Preferisco essere testa dura perché le
idee negative che son parasiti non mi sconfiggono
- Croaass!, fuori tutta vergogna ragazzo ! Parla!
Perché
vidi in un attimo il tuo cuore bravo ma anche vidi come la tua carne
non era tanto rosa, il tuo essere anche è stato colpito e ben sa dei
disagi e nonostante vive rimediandosi gallardo con il suo proprio
balsamo e quello è valore, quella allegria ribelle ai disagi è doppio
valore.
Altrimenti non scriverei queste parole, altrimenti non avresti nessun valore per me. Altrimenti non varresti niente.
Meriti,.
Meriti più di un bacio meriti un soffio osato che ti faccia brillare
sovrastando il triste firmamento de questo mondo oscuro, avanti agli
uomini cechi. Essi esseri cechi.
Meriti una canzone.
Meriti essere libera e sapere perché, ma neanch'io so perché, ma neanche io so perché.
Vidi.
Vidi
degli uomini la miseria, la fortuna. Della vita la morte e la pazzia.
Del mondo le stragi e le mentire. Ardito guardai tutte questi fantasmi
dei guai umani in faccia e, vivo, sono andato oltre al di là fino al
punto donde ora penso, nel punto donde vedo un po' lontano l'amore, una
facoltà che non riesco a capire. Meriti.
Meriti conoscere quest'amore, e ti son sincero: io stesso non lo conosco.
E vedo agli uomini che non lo conosceranno mai e una pietra colossale mi cade sopra.
Meriti
sincerità e maledico più che mai questa paura che rimane intasata in
me.
Cerco, cerco un'Italia meravigliosa, quasi immaginaria,
L'Italia
di spirito bambino, maschile amico, l'Italia dei sogni, de tutti,
l'Italia puttana, di tanti disagi. Quella d'alcune facce amiche tra
contrastata indifferenza. Delle donne che aspettano un miracolo
d'amore, nei suoi cuori di pietra, d’amore che non sanno avere, d'amori
che non fanno che trascurare con le sue menti immature, ens socialis,
con i suoi sguardi ed atteggiamenti di una violenza codarda.
Italia eterna moribonda con la vita tra le mani.
Geniale senza sapere perché.
Paradiso in estinzione.
Italia
degli uomini che scuotono, del bel paesaggio, dei nonni che fecero la
guerra, dei valli che videro tanto dolore e miseria. Incantatrice,
grossolana, puttana vergine.
Italia pazza delle passione calde...
Italia
degli abusi che fa l'impossibile per degradare sin dalla nascita agli
uomini suoi in pensiero e parola. Italia fascista. Italia di merda,
Italia di merda.
Italia delle emarginazioni su misura.
- Craass! Lascia perdere l'Italia ! Prima che te dico io quel che vedo e sento !
Vedo
un tigre ed una pantera divorandosi uno all'altro, sento un terremoto.
Vedo una tormenta avvicinandosi sopra una stazione ferroviaria dove due
sono vivi, in due partiranno.
- Ohh basta!
-
Craa! e vivirano rifugiati un treno traversando la pioggia
sull'acciaio, tra monti che son popoli, tra frecce che son sguardi e
parole.
(poi in cimitero)
In
questo sito penso al tempo, al passato, tutto il dolore che vide il
tempo, alla guerra, il lavoro, sofferenze antiche di quegli uomini e
donne, de pianti e riso annegati in terra, dimenticatoio. assoluto
dimenticatoio. Dei corpi a cui fecero onoranze e posero una pietra, un
fiore che subito la memoria appassisce e il sepolcro resta triste,
subito nuto. La pietra leggono, poi, dicendo: chi son stato questi che
hanno vissuto, amato, sofferto ? guerre, lavori, allegrie, tristezze.
Evocandogli si chiedono chi sono stati, e come e perché è cosi svanita la vita, il ricordo come un sogno.
La
pietra subito poi si cancella, si rompe, uno viene e la prende e la
butta via. Alàs, di chi son stati quegli ossa? che hanno amato,
sofferto... vissuto, risulta incredibile... una volta hanno vissuto...
Dimenticatoio,
tutto sarà dimenticato una volta. Tutto questo che vediamo, uomini,
case, macchine, opere e vite saranno dimenticate. Tutto risulterà
buttato, e dove rimane la realtà di nostra sofferenza? Ad oggi? - la
vita è uno scrocco, uno scherzo brutto. Dimenticatoio dove tutto sarà
obliato e ridotto a nulla. Dove sento amore e mi svergogna non capirlo.
Dove vedo il tempo come un bambino che vede il fiume portare via i suoi
giocattoli, impotente anch'io muoio con la vita tra le mani e mi vengo
a chiedere dove la giustizia in tutto questo, per quei che hanno morto
carichi di sofferenze, c'è dolore e non giustizia, la vita espressasi
come dolore. Cauchemar...(*incubo) Noi. Una vita tra tante vite come un
sogno si svanirà e sarà obliata.
Miei pensieri rimangono in un
circolo, la verità mi pesa nella gola, non la dico, ancora. E sono io
con la responsabilità di dir qualcosa sul particolare, nessuno non sa
che bugie tendenziose, mentire e mila ed un colore che quando venimmo a
scoprire ci lascia un vuoto ancor più grande. Sono andato oltre la
stanchezza, la rabbia, la frustrazione, oltre le reprobazioni di questo
mondo di merda, di bugie, là c'è l'amore, intento capirlo.
E
ancora più; invecchierò solo per morire sento come presto sarà
comsumato il nostro corpo e diventeremmo inutili, non verremo, non
udiremmo, ci sarà un altro a portarci in una carrozzella; penso e sono
presa di un’assoluta disperazione sentendo come la vita risulta oramai
una prigione dove si muore lentamente. Invecchierò allo solo scopo di
morire questo pensiero viene e mi ammacca eppure sono l’unico a darmi
una spiegazione. Ho voglia di urlare di sfuggire di me stesso, di
splodere.
(sotto la pioggia)
Ti vedo
tra la cortina di pioggia sensibile, incantevole, deliziosa, brava
femmina. Prenderei il telefono e chiamerei dicendoti pronto mille de
baci uno su uno. Fino a sentire il tuo cuore esplodere in allegria per
poi gettarmi senza commiato; mi getterei in un balzo mortale tra lo
spazio gigantesco del cuore che porti lì ed abbracciando una ad una le
stelle comporrei sinfonie di riso, di canto gioioso, oh dolce mistero
che sei tu.
Ma non chiamo, scrivo, sotto la pioggia fredda senza
importarmi innamorato della consolazione di creder che esisti che non
sei un sogno o un'illusione.
Incantatrice d’uccelli, dolce mistero.
Innalzo
il viso e benedico il fiume che scende calmo del cielo, bacio
allegramente le sue mani affettuose che mi sembrano lacrime de una dea
che pianse di rimorso perché, perversa, diede a luce un ribelle
nell'amore.
E sotto la pioggia cammino via con il tuo ricordo stinto come si fosse
stato disegnato da un bambino e camminando penso lo felice che sarei
se soltanto un istante diventasse questo mondo orribile di carta come
una sceneggiatura per stracciarlo al mezzo ed in un attimo scappare
via noi due. Lontano, lontani di tutto questa cattiveria che ci
circonda, soffiare il sole come candela nella sua vergogna di non
saper amare, perché in immensità non è niente, noi siamo il sole, noi
siamo dio. Sotto questa benedetta pioggia di Marzo che mi porta
qualche consolazione che a braccia aperte stringo chiedendo
spiegazioni al silenzio che subito sconvolgerò. Sotto esta pioggia di
Marzo che rifiuto e anelo, soggiogandomi con tenero abbraccio che non
bisogno ma accetto gradito, portandomi ricordi, ricordi di un tempo
che non so se vissi io. La tua immagine rimasta nei miei occhi, la
trascino via, dolcissima ragazza, tra incroci di uomini e femmine
diffidenti parlando da soli come migliaia di minuscoli re nei suoi
domini di plastica. Vado via allontanandomi della vista di te per
timore a precipitarmi troppo presto, faccio fatica a resistere la
voglia di rompere queste sbarre di gocce d'acqua che ci separano e
dipingere un sorriso di felicità meravigliosa sul tuo viso. Un sorriso
vero, libero, che ti faccia aprendo le braccia liberarti di tutte le
cariche, annegata di felicità. Ho paura, chi sarebbe in grado di
farlo, ho una mescolanza di rabbia e felicità forse sono io l'unico
che possa farlo. Ma non lo faccio, mi allontano tra uomini e
macchine, per incroci di schiavitù; mi viene il pensiero che forse sia
giusto il rivelarsi contro la propria impotenza che mi sembra la madre
de tutte le ingiustizie. Ma anche so che oltre queste gocce d'acqua ci
dividono timori e diffidenze che gli uomini hanno seminato e oramai
diventato bosco. Mi allontano con passi bagnati e pesanti sulla
coscienza, passi pentiti -pioggia lava esta tristezza dami un po' di
fiducia alla mia stella interna, facciamo un miracolo. Passi sperduti
sotto la pioggia nascondendo una piccola e incerta allegria; mi sento
vivo, mi sento morire, mi sento maledetto più che mai, sento maledetta
la mia anima che ha bisogna di un'altra anima. Sento il genio mandando
est'acqua come uno elisir, accarezza i miei pensieri ma non mi spiega
perché, il perché di questo mistero; il perché di questo mistero di
questo veleno di vita, di perché sono nato ed arrivato fino a qua.
Perché!
E perché tanto débole, E incessantemente mi tocca nel cuore dandomi
reminiscenze di tempi che son lontani, che non sono stato io a vivere.
Maledetto domani; perché deve esistere un domani, perché non è sempre
oggi, perché!
Mi fa sentire miserabile e fortunato, ...
Sogno... sogno nei baci, nei sette baci eterni che ti darei; uno
scrivendo il tuo nome sul firmamento svergognando gli idii, uno per
fer piangere il mare, uno perché se mossero tutte le montagne ardendo
di ansietà di fuoco; uno perché i fiumi cantassero rendendo il mondo
bello, fertile e meraviglioso. Unaltra bacio cosi tenera che fesse
scattare in riso di allegria i cuori di tutti gli esseri viventi, uno
nella collina di un monte davanti la vista di tutti gli uomini perché
imparassero ad amarsi e un bacio tanto appassionato, tanto ardente,
tanto profondamente smisurato che ci trasporterebbe oltre la nostra
condizione umana, oltre la vita, oltre il tempo, preso una dimensione
riservata solo a noi due, verso uno spazio-tempo di assoluta felicità
riservato solo a noi due, a noi uno.
Di queste rose: una conosce il mondo, una è romantica a lacrime e
parole di fuoco, una ha sedotto tutti i marinai con i suoi misteri di
accattivanti, una scorse il velo della notte più scura e sa tutti i
suoi segreti, una è di dolcezza e profumo ineguagliabili , una è
scolpita con sangue passionale veemente, una avendo scoperto le due
facce della luna le spara un colpo mortale appropriandosi del suo
potere di sedurre.
- di queste rose tutte son belle tutte son gelose di te, Sara. Perché
nessuna ha un cuore; nessuna di loro, benché bella, sa come amare.
Este no son che fiori, rose bellissime che neanche coprendo il mondo
intero con loro troverei pari al tuo incanto, né delle spine tutte la
passione del tuo guardo. Le consegno a te come prigioniere perché
vanitose volevano egualiarsi a te, le restituisco a te come campioni
del giardino enorme nei piedi tuoi.
Camminavo, camminavo e passai da un giardino quando senti parlottare
queste rose, dicevano essere le più passionali teneramente misteriose
del mondo tutto, affermavano che nessuna poteva mai accendere
sentimenti come loro, dicevano di poter vedere dentro i cuori delle
donne lamore e tenerezza e che nessuna nel mondo poteva mai essere
seducente, carina ed affascinante come loro sono. Io, quindi, subito
cavalcai, le pressi e le mandai da te perché si svergognassero.
Sali sui monti e cercai gli occhi tuoi oltre l'orizzonte senza
trovarli
cercai sperdutamente nei boschi il tuo contorno negli alberi che
bisbigliavano il tuo nome.
Camminando la tua fatica cercai.
Lontano per saper se gli uccelli sapevano il tuo cantar -solo io mi
trovai.
Attraverso le ore eterne svelare il tuo mistero, il perché di tanta
dolcezza contenuta in te
pero della notte solo il silenzio ascoltai.
Parlando dal vento delle ragioni cercai
tra uomini il tuo sorriso e non lo trovai.
Oltre il tempo il tuo ricordo cercai, l'unica cosa che ho di te per
poter stringere tra le mie braccia. E vidi tanta vita, tanta vita e
tanti fantasmi che mi rimproveravano che in prosa sincera, Sara, il
tuo affetto cercai, e vedi queste rose che insignificanza, fu il
meglio che trovai.
Sognai, sognai mentre la serena pioggia di marzo carezzava il mio
pensiero che c'era un orizzonte lontano fuori questo mondo carente
un'altro mondo magico con mila lune per farti una collana. Sognai
sotto questa pioggia d'argento che c'era un paradiso dove si fermava
il tempo perché avessimo tutta l'eternità per amarci ed essere
insieme. Sognai che le tue mani giocando in volo cercavano le mie e i
nostri sguardi uno nell'altro si sperdevano. Sognai ch'erano i tuoi
capelli come la pioggia leggera a carezzarmi mentre la tua bocca
cercava la mia.
Sognai con averti tanto vicina che non avevamo che un sol cuore, che
una sola pelle. Con l'eco del tuo riso fondendosi nel mio, sveglio
sognai; con una pioggia di stelle gelose del nostro amore.
Sognai che nascevamo di nuovo come due creature perfette. Sognai un
sogno che mai avrei immaginato, tutto era pieno in luce, tutto era
pieno in amore. Come la fantastica dimensione del amarsi. Sognai il
sogno più bello della mia vita, ora sveglio piango melanconico il tuo
ricordo, la tua immagine carina, la tua semplicezza
umilità straordinaria, la tua voce gracile fantastica.
Mentre la pioggia serena e dolce ripete incessantemente il tuo
nome,Sara.
Ragazza meravigliosa scusami per tanta semplicezza, per l'innocente
semplicezza d'este fiori, d'este parole.
Vorrei, vorrei. Vorrei porre il mondo nei piedi tuoi perché con una
deliziosa moina lo rendi sensibile e fantastico come te.
Vorrei che diventasse tutto este mondo di carta per poter stracciarlo
per la metà e cosi sfuggire via noi due, sfuggire via inventandoci un
paradiso dove fossimo eternamente due bambini felici amandoci senza
sosta e senza fine.
Vorrei essere allo stesso punto cosmico dove sei tu e baciarti mentre
iridi, baciarti mentre iridi ripetendo come fa la pioggia una e mille
volte il tuo nome, Sara.
Baciarti mentre iridiamo scalzi sotto esta meraviglia di pioggia
primaverile, liberi, felici, intemporalmente liberi di tutto,
assolutamente felici; due bambini scappati di casa, scalzi
ridacchiando completamente bagnati sotto la pioggia sostando il tempo
in un istante, un attimo eterno di felicità suprema, eterna.
Vorrei riassumere tutto il mio pensiero in un gesto, in un guardo
stringendo le tue mani.
Vorrei accumulare tutta la luce del universo negli occhi tuoi, ragazza fantastica.
Scusami per farti venire fino a qua
E della mia ortodossia personale non andar indietro alle persone. E
come buon arrogante feci il gabbiano andar da te e portarti ma lui non
ti menerà di ritorno, dovrai andarti da sola
e te son sincero: lo feci apposta. Per giocarti un pò.
perché io meritasi uno schiaffo perché tu sii incavolata.
Ma adesso mi sembra di non essere abbastanza, devo farti di più;
insultarti, darti una spinta.
Ma non mi viene niente in mente, le cose che ne penso son tutte belle.
E come sono il direttore e sono arrogante dico che questo corto
finisce qua.
sono arrogante ed è lo spirito chi mi dà autorità di parlare e di
starmi zitto tutto quel che voglio
davanti a un mondo di cuore indurito dal timore e la malvagità a cui
già dai una guancia
mi schiaffai e pianse assieme a me
Non so ben perché
oggi l'altra guancia te la offro a te.
Schiaffami, baciami. Non voglio sentire altro, né grazie, né prego
né nient'altro.
Schiaffami o baciami adesso.
...
Rosa nera, rosa unica, fragile silhouette, principessa senza regno, creerei uno solo per te.
...
Hmmmm.
Non so dove cominciare In questo momento mi sento un scemo, sento che
le parole svaniscono e non so cosa dire, che non avessi detto lo
spirito.
Vidi scritto sull'aria come una fugacità quel ch'era la vita. Ma vidi
inoltre il tempo abbinata una grande commozione. E che sul tempo mi
riposavo, e sento ancora pena da quella condizione umana che vidi
sento una grande pena che non posso esprimere, è come uninquietudine
che mi colpisce e non mi lascia piangere. E come trascinare un dolore
afferrato a due mani, impotente e non sapere perché.
Seppi ch'era il rimorso per aver fatto meno da quel per non fare. Pero
mai sostituisce la paura... al silenzio. La paura a che le piccole
parole se sbagliano e che in un vuoto tumultuoso che è la mente degli
uomini. De questi uomini che sembrano non voler intendere, sembrano
non aver ancora nato.
Meglio il timore d'aver detto, fatto, esistito magari come un errore,
come una illusione dimenticata come un cane matto abbaiandole alla
luna.
escus moi Meglio il dolore d'esordire, meglio il farvi irridere,
meglio dirvi la verità al tempo di rendervi tutto il mondo perché
andati avanti ed avanti a lontananza.
Gli uomini credono che al dilà di oggi c'è il domani, una speranza
materialistica, un sogno fatto realtà. Purtroppo sono bugie, non ce
n'è nessun domani dopo oggi, c'è più oggi e più domande senza
risposta. Scusatemi de non bere del vino rancido che vi ha ubriacato.
Cerco un'altra scala dei valori, una trasformazione, una
trasformazione dove gli uomini scoprono la malvagità, sia violenta
sia pacifica nei suoi spiriti. E la combattono faccia a faccia. Non
sono profeta, solo mi sono reso stanco della stessa funzione delle
passione umane. Sono prima antiprofeta. Colui che gli dice "tu non
sei" e che fa troppe domande che non possono rispondere, che non
piacciono. Me godo alla grandezza semplice che oggi vedo poco: volontà
d'amore. Sono troppo umano e con tutta la mia umanità per davanti.
Volontà d'amore.
Voglio la pace e 'amore, ma me vedo l'unico, giacché tutti coloro la
vogliono PER SE STESSI per i suoi, dov' è il valore, protosintesi
passionale dellegocentrismo.
Vorrei la pace e l'amore ma come uno strumento di distruzione per
aprire una breccia a qualcosa meglio, per cercare oltre una virtù.
Pace e Amore non mi basta, pace e amore ma come uno strumento di
distruzione. Amare in pace ma sono troppo, troppo umano e questa
umanità se rizza invalicabile. Come umano adesso mi sento scemo.
-croaa! sei un scemo!
Scusami per averti fatto venire fino a qua. Sono arrogante, non vado
indietro alle persone, l'ho assunto come un'ortodossia personale ed è
diventata oramai una virtù.
Non so se lo sognai o io lo ha detto un pazzo
da certi uomini viene musica
come di me esce una musica che per arrogante che sono tutti devono
ascoltare
Di te sento musica, ma non so dirti di più
Purtroppo il pazzo se n'è andato e del sogno mi sono svegliato
e rimango senza pure sapere perché
Rimango ascoltando il tuo eco gracile...
mmm un attimo, non voglio confondere le cose
...
tutto sbagliato
- Crôass! Dai, sii romantico adesso!
- No! silenzio!
- Croaa!
-Zitto! svagliati!
Questo film è un regalo un regalo che il genio voleva fare
che il mio genio voleva fare
e te lo fa a te
e non so ben perché
forse é un debole
forse perché tu sei musica
perché sei mistero
o forse fosse qualcosa oltre quel che sei, quel che rappresenti
fino a qua mi detta il genio
io solo ti dico
m' inspiri fiducia carino amicizia e anche un di paura
vorrei che tu lavorassi di un'altra cosa
e no a quel posto, è ingiusto.
Ci l'avresti un pò' di sapone?
Ha, ha, ha...
Mi chiedo come l'hai fatto per atterrare in un buco così brutto
in una città così brutta, di una società così brutta.
Come un angelo di compassione costretto dalla necessità
come la bella e la bestia raccolte e combinate allo stesso personaggio
Come farfalla di piombo caduta nell'acciaio che un mago diede libertà
e due ali di cioccolato perché litigasse contro il silenzio
Come un soffio in attesa d'essere liberato
Il tuo ricordo mi porta e sentimenti troppo diversi de cose che sono
spiriti e che non voglio precisare e che in altri tempi avrei avuto
paura.
Quando nasce lo spirito il corpo comincia a morire lentamente
mi ho visto già dominare il cavallo nero per la prima volta, no
totalmente, ma adesso so come farlo.
Sento e vedo cose, ma non so se dirle.
- Craa! Dilo!
-Una fiamma ballante scappando al vento, un vuoto dolce.
una domanda, una risposta. Due cigni guardandosi al naso, vicino,
vicino, vicino...
-croaass!, vicini a baciarsi
- già, già...
Vero. Sara, pensando qualche giorni poi aver scritto questo copione
trovai la significazione a questo: Il tempo.
Un cavallo nero che ho cominciato a dominare
- Basta, croass!
- Ci sono cose che non comprenderesti, che non dirò, ancora.
Meglio ne dico quel che voglio che tu sia: un soffio liberato, un
tramonto de mille soli allucinanti, una nascita, un riso, musica.
- Croaa! Avanti, dilo!
- Nooo!
- Sii ! Dilo !
- Rimango ascoltando la dolcezza di una pioggia leggera, o sono i tuoi
capelli?
Rimango nell'argine tra due pensieri, uno buono, uno cattivo.
Attraversando un bosco che sono dubbi corro verso l'alba, all'incontro
di un vento primaverile, o saresti tu che vuoi svegliarmi soffiandomi
il viso?
Soltanto so che mentre cammino sento più e più il battere del mio
cuore e mi domando se fosse il battere del tuo avvicinandosi al mio.
-Croaa!
-E vedo con allegria come il sole bravo la neve scioglie passeggiando
su e giù il suo guardo de fuoco o sono le tue mani accarezzandomi
mentre dormo.
-Croass, sei un furbo! Avanti !
-Sento avvicinarsi un animale feroce e terno allo stesso tempo de
capelli come gatto ali come aquila entrelacciasi come serpente... che
fai !
- Rimango credendo che tutto questo bosco, il cielo, il mare, tutto il
bene ed il male dei pensieri, boschivi, non esistono che come la tua
presenza.
E mi sdraio per terra a braccia aperte tentando stringerla, gigante,
eterna, si rende mole, morbida, prende forma umana, femminile. Prende
forma e caldo de due gambe stringendo le mie, forma de bocca che
indiscreta cerca la mia, de labbra stringendo le mie, dice sospiri e
parole scoordinati e le tue mani insistono come due soli d'estate in
curiosa melodia cercano ballando, tuffandosi allegramente
Abbaglia mia immaginazione orizzonti tra valli, montagne, uomini e
cose, sono pensieri su fiamme in armonia di seta so bene che è la
tua voce al mio udito, che hai detto?
Rimango chiedendomi cosa fai tra tanta miseria umana, tenti acaso
guarire le disgrazie di quei uomini, sorridendo davanti loro. Come
angelo di misericordia della subsocietà moderna. Chi compone sinfonie
con i tuoi accordi silenziosi; chi dipinge orizzonti con la tua luce
notturna. Chi può dirmi il perché di questo mistero.
Lirio intrappolato, quasi intatto tra i denti della motozappa. Come
sogno e riso, come vento di montagna, come fiume gareggiando con le
pietre, come qualcuno che spreca un pugnato di stelle. Come far un
cammino senza fine in cerca di un cuore bianco incastrato in smeralde
e custodito da una pantera. Che sguardo fierile. Tra le miserie senza
dir perché, Sara cerco una parola per dire ma credo che non essiste,
non essiste come pensiero; è una mistura tra grazie, perché,
fortunatamente, disgraziatamente.
Rimango sopra un apice freddo in attesa che il vento mi porte una
spiegazione
Due graffe di fuoco carezzano scorrendo come fiume, un sorriso al
vento quasi impercettibile, una stanza tranquila dove se cura tutta la
saggezza. Punto di confluenza di tutti i camini cioè un'entrata
segreta ad un paesaggio meraviglioso, nascosto dal mondo.
Musica.
Principessa stellare sprecando vita ed amori tra le miserie di questo
mondo di mentire ti sento assai lontana che se qualcuno domandasi dove
sei direi nell'altra parte dell'universo. Scrivo queste linee stanche
senza guardare indietro, altrimenti cancellerei tutto, il mondo paga
la sincerità con un bello schiaffo e ancor peggio: con indifferenza
Rosa di seta in mezzo il deserto
Veleno che si beve per curiosità
Urlo nella cima della montagna
Pioggia di stelle che son graffe dacciaio
Oh, quasi sento paura
-Croaass! scemo, una pantera, te ho detto una pantera.
-Oh si, hai ragione tu, una pantera nera.
Una pantera nera a graffe d'acciaio intrufolata in un bosco d'arbori che
son pensieri Ho per difendermi che qualche fiammiferi, ma stavolta non
vorrò difendermi ma esaltare il suo carattere feroce, le piace il mio
cuore. Con quelle graffe che rubano ipnoticamente la mia attenzione
cammina grattando il suolo e stringendo pietre e pezzi di legno, sento
paura, ma davvero non voglio vivere una vita intera immaginando come
sarebbe stato.
Sento nel suo sguardo fierile la stessa sensazione della pace
antecedente alla tormenta, quel maestoso silenzio, calma ed
interrogazione. Sigilosa e solenne porta passione di vita e di morte.
Dolce tenerezza che mi trasporta al passato e mi fa sentire la
freschezza di una pioggia primaverile cadendo serena sul giardino che
guardo tra la finestra canto minimale che mi addormenta, dormo, mi
accarezza.
Ricordi fugaci, effimeri, come te che sei ricordo di riso bello e so
bene che sei ben più di ricordo; vivi, il tuo guardo ancora annidato
al mio pensiero, la tua voce come dolce melodia, Sara. Sarah, ani
nesicah, sorry.
- croaaass! che scemo!
- ohh che scemo...
Non eri una illusone, una rosa nera.
- craa!, perchè!
- unica
- croaa!, bravo
Non era nessun pensiero in fretta quel te ti dissi e tanti mesi poi
completo, oltre tutta vergogna ed oltre qualche tendenza quell'idea
immatura : mi piace il tuo cuore di farfalle che son stelle, rosa nera
itrappolata in mondo senza senso.
Tra le italiane, le italiane cuore di pietra, le italine stringendosi
le borse, le italiane maleducatrici dei figli, delle smesurate
ambizioni volgari, brutte dentro e brutte fuori... lo sapevo prima e
lo so adesso che si fosse per me non ci sarebbe una miss Italia,
dovrei annullare il concorso. In mezzo alle Italiane sei tu,
ingiustamente italiana; doveva esserci la più gentile tra loro, per
forza, mezzo francesa.
Ti sento lontanissima, in mezzo un precipizio, un vuoto, questo vuoto
come una muraglia spiacevole si innalza invalicabile e mi detesta. Ti
sento oltre la motagna humana, una sordida e colosale abbominazione in
movimento, creazione di dio...
Lancio una pietra, aspetto esserci dove sia la mia volontà, oltre
questa montagna que salgo su tutti i giorni
E confesso che quell'ultima notte che ti vidi quasi sentivo il tuo
cuore parlare, le parole non mi coordenavano bene, era meglio non
parlare di più, solo io posso darmi il lusso di tante sbagli insieme,
e io -Craass! je mis ma main dans la tiènne...
- et je bien su que c'etait la tiènne
- Craaass! mes yeux dans tes yeux...
- et ça aussi c'était bien toi !
- et je senti ton coour...
_ contre mon cur, j'espére !
- et là tout c'est mélangé
- et qui était moi et qui était toi...
Ohh sono brutto ma mi sento bello e mi fo schifo quando vedo l'Italia
brutta. QUell'Italia bella e magica la vidi attraverso gli occhi tuoi,
lo giuro e m'è entrato come un colpo, come un'onda di freschezza, come
danza, come riso, come musica.
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